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Dietro le quinte di un Black Friday e Natale di successo: cosa fa chi usa HubSpot (e tu ancora no)

8 settembre 2026

Black Friday, Cyber Monday e Natale rappresentano ancora, per molti brand, uno dei momenti commercialmente più importanti dell'anno.

Però c'è un però: è anche uno dei più affollati.

Nelle settimane che precedono le festività le inbox si riempiono, le campagne aumentano, i competitor alzano la pressione promozionale e il consumatore viene raggiunto continuamente da offerte che, spesso, finiscono per assomigliarsi molto.

Sconto del 20%. Ultime ore. Ultima occasione.

In questo scenario, mandare la stessa promozione all'intero database e aumentare la frequenza delle comunicazioni difficilmente può rappresentare una strategia, in quanto la saturazione del canale riduce sia i tassi di apertura sia la percezione di rilevanza del brand.

La differenza si gioca sempre di più sulla capacità di capire chi abbiamo davanti, cosa sappiamo già di quella persona e quale interazione ha più senso attivare in quel preciso momento.

È qui che un CRM come HubSpot offre una prospettiva diversa: HubSpot è una piattaforma CRM che consente di utilizzare dati, comportamenti, automazioni e storico delle relazioni per costruire esperienze differenti per clienti differenti.

E durante Black Friday e Natale questa capacità può fare una differenza enorme.

Key Takeaways

  • Durante Black Friday e Natale aumentare il volume delle comunicazioni non equivale ad aumentarne l'efficacia, poiché la saturazione dell'inbox riduce la rilevanza percepita del brand.
  • HubSpot permette di costruire segmenti dinamici combinando dati CRM, comportamenti, lifecycle stage e storico delle interazioni, così da attivare messaggi coerenti con il contesto di ciascun contatto.
  • I workflow di HubSpot consentono di intervenire sui momenti chiave del customer journey (dal carrello abbandonato al post-acquisto) sulla base di trigger comportamentali reali.
  • Centralizzare customer care e dati cliente in Service Hub aiuta a gestire l'aumento delle richieste stagionali senza perdere il contesto del contatto.
  • Il vero valore delle campagne stagionali arriva dopo le festività, quando i dati raccolti alimentano segmenti di retention, cross-selling e loyalty che trasformano un acquisto occasionale in una relazione continuativa.

 

Il problema del Black Friday non è lo sconto, ma proporre lo stesso sconto a tutti

Il vero limite delle campagne Black Friday non risiede nell'entità dello sconto, ma nella scelta di proporre la stessa offerta indifferenziata all'intero database.

Immaginiamo tre persone.

La prima non ha mai acquistato, ma nelle ultime settimane ha visitato più volte alcune pagine prodotto.

La seconda è già cliente e ha effettuato tre ordini negli ultimi dodici mesi.

La terza ha comprato durante il Black Friday dell'anno precedente e da allora non ha più interagito con il brand.

Ha davvero senso inviare a tutte e tre la stessa email?

È qui che emerge uno dei limiti delle campagne stagionali costruite esclusivamente su liste statiche.

Il CRM permette invece di ragionare utilizzando segmenti dinamici, ossia liste di contatti che si aggiornano automaticamente sulla base delle informazioni e dei comportamenti registrati nel tempo.

HubSpot consente, ad esempio, di segmentare utilizzando proprietà del contatto, lifecycle stage, attività sul sito, interazioni con le email, status cliente e altri dati disponibili nel CRM. I segmenti possono aggiornarsi dinamicamente quando cambia il comportamento dell'utente, di conseguenza le campagne raggiungono sempre l'audience corretta senza aggiornamenti manuali.

Questo significa poter costruire strategie differenti per clienti fedeli, nuovi prospect, clienti inattivi, utenti ad alto interesse o persone che hanno già acquistato determinate categorie di prodotto.

La personalizzazione, quindi, smette di essere semplicemente:

"Ciao Mario"

e diventa:

"Cosa ha senso comunicare a Mario, considerando quello che sappiamo di lui?"

È una distinzione importante. Secondo lo State of Marketing 2026 di HubSpot, il 93,2% dei marketer intervistati afferma che esperienze personalizzate o segmentate hanno generato più lead e acquisti. Eppure soltanto il 12,6% dichiara di utilizzare forme di hyper-personalization basate, ad esempio, sul comportamento o sulle raccomandazioni di prodotto.

Il margine di miglioramento, quindi, è ancora ampio.

 

HubSpot permette di personalizzare le campagne senza moltiplicare il lavoro del marketing

HubSpot permette di scalare la personalizzazione delle campagne senza aumentare il carico operativo del team marketing, grazie alla combinazione tra segmenti dinamici, workflow automatizzati e strumenti di AI generativa integrati nel CRM.

Qui nasce però un'obiezione legittima.

Se dobbiamo costruire un'esperienza diversa per ogni segmento, quanto lavoro serve?

E qui automazione e AI diventano interessanti.

Quando dati, segmentazione ed email marketing condividono lo stesso CRM, è possibile costruire workflow che si attivano sulla base di comportamenti reali e modificare contenuti, CTA e comunicazioni in funzione delle informazioni disponibili.

HubSpot descrive questo modello come il passaggio da liste statiche a audience dinamiche: i dati CRM stabiliscono chi dovrebbe ricevere una comunicazione e perché, mentre automazioni e strumenti di email marketing gestiscono il modo in cui quella comunicazione viene attivata.

Durante il Black Friday potremmo, per esempio, distinguere chi ha già acquistato da chi non lo ha mai fatto, intercettare i clienti con maggiore propensione al riacquisto o costruire percorsi di re-engagement per chi non interagisce con il brand da mesi.

L'obiettivo non è creare cento campagne.

È creare una logica capace di decidere quale esperienza attivare per ciascun cliente.

L'AI può aumentare ulteriormente questa capacità, in quanto aiuta a produrre varianti dei contenuti e a utilizzare dati CRM, lifecycle stage e comportamento per rendere messaggi e timing più pertinenti. Ma rimane una condizione fondamentale: la qualità del dato. Senza informazioni affidabili, anche la personalizzazione più sofisticata perde rapidamente efficacia.

 

Automatizzare il carrello abbandonato non significa inseguire tutti con lo stesso reminder

Automatizzare il recupero del carrello abbandonato richiede sequenze differenziate per segmento di contatto, perché un reminder unico applicato indistintamente riduce la conversione e peggiora la relazione con i clienti già in fase avanzata di journey.

C'è poi uno dei grandi classici dell'ecommerce: il carrello abbandonato.

Durante Black Friday e Natale il carrello abbandonato diventa ancora più critico, poiché il volume delle visite cresce e il processo decisionale può diventare più frenetico.

La tentazione è semplice: carrello abbandonato → email → sconto.

Ma anche qui possiamo fare qualcosa di più intelligente.

HubSpot rileva che il tasso globale di abbandono del carrello si attesta intorno al 74,6% e suggerisce di ragionare in termini di sequenza, anziché affidarsi a un unico messaggio: un primo reminder ravvicinato, un successivo follow-up e solo eventualmente un incentivo.

Ma prima capiamo a chi stiamo scrivendo.

Un cliente abituale che ha lasciato nel carrello un prodotto potrebbe aver bisogno soltanto di un reminder. Un nuovo visitatore potrebbe aver bisogno di maggiore rassicurazione. Un cliente ad alto valore potrebbe meritare un trattamento diverso. E continuare a inviare solleciti a qualcuno che nel frattempo ha completato l'acquisto attraverso un altro percorso sarebbe semplicemente una cattiva esperienza.

Automazione ed empatia, quindi, non sono necessariamente opposte.

Una buona automazione è proprio quella che utilizza il contesto per evitare comunicazioni inutili e intervenire quando serve.

 

Quando aumentano gli ordini, anche il customer care deve riuscire a reggere il picco

Nei periodi di picco stagionale il customer care diventa parte integrante della strategia commerciale, perché l'aumento degli ordini genera un incremento proporzionale delle richieste di assistenza che, se non gestite, compromettono l'esperienza post-acquisto e la retention.

C'è un'altra parte del Black Friday di cui si parla molto meno nelle campagne marketing.

Quello che succede dopo aver cliccato "Acquista".

Più ordini significano anche più domande: dov'è il pacco? Arriverà prima di Natale? Posso modificare l'indirizzo? Come funziona il reso? Ho ricevuto il prodotto sbagliato?

Una campagna può funzionare perfettamente dal punto di vista delle vendite e generare comunque un'esperienza negativa se il customer care non riesce a sostenere l'aumento delle richieste.

HubSpot segnala che nel 2026 i team di supporto stanno gestendo volumi crescenti senza necessariamente poter aumentare l'organico nella stessa misura. Allo stesso tempo, il 67% dei clienti si aspetta che un problema venga risolto entro tre ore.

È qui che Service Hub, Help Desk e la shared inbox diventano parte della strategia commerciale, non semplicemente strumenti di assistenza. Service Hub è il modulo di HubSpot dedicato alla gestione del customer service, mentre Help Desk e shared inbox sono gli spazi operativi in cui il team elabora ticket e conversazioni provenienti da più canali.

HubSpot permette di centralizzare conversazioni provenienti da diversi canali, collegandole al record CRM del cliente. Il team può quindi vedere storico, ticket, acquisti e interazioni senza ricostruire ogni volta il contesto. Routing automatico, assegnazioni, note interne e gestione condivisa aiutano inoltre a distribuire le richieste tra gli operatori, offrendo un'esperienza di customer care coerente lungo l'intero percorso post-acquisto.

A questo si aggiunge oggi il Customer Agent, un agente AI di HubSpot in grado di gestire autonomamente richieste ripetitive utilizzando le fonti informative messe a disposizione dall'azienda, lasciando alle persone i casi che richiedono maggiore attenzione.

Il vantaggio non è semplicemente rispondere a più ticket.

È scalare il servizio senza perdere il contesto del cliente.

 

Il vero risultato del Black Friday si misura anche dopo novembre

Il vero risultato di una campagna Black Friday si misura nei mesi successivi, poiché il valore economico dei nuovi clienti acquisiti dipende dal comportamento di riacquisto, dalla retention e dal Customer Lifetime Value generato nel tempo.

C'è infine un errore ancora più importante da evitare.

Considerare conclusa la campagna quando finisce la promozione.

Durante Black Friday o la promozione legata al Natale un'azienda può acquisire migliaia di nuovi clienti. Alcuni arrivano perché conoscevano già il brand. Altri esclusivamente per lo sconto. Alcuni potrebbero tornare dopo poche settimane. Altri potrebbero non farlo mai.

Se tutte queste persone finiscono semplicemente in una lista chiamata "clienti", abbiamo perso una parte importante del valore generato dalla campagna.

L'acquisto dovrebbe diventare un nuovo dato da cui partire, non la fine del customer journey.

Il CRM consente di analizzare chi ha acquistato, cosa ha acquistato, quando, attraverso quale percorso e come ha continuato a interagire con il brand.

Da qui possono nascere segmenti e percorsi completamente nuovi: onboarding post-acquisto, cross-selling coerente con il prodotto acquistato, richiesta di feedback, contenuti utili, programmi loyalty, campagne di re-engagement o offerte dedicate ai clienti più fedeli.

E qui che cambia anche il KPI.

Oltre al fatturato generato durante il Black Friday, iniziano a diventare interessanti repeat purchase ratio, tempo tra gli acquisti, retention e Customer Lifetime Value. Il Customer Lifetime Value (CLV) è il valore economico complessivo che un cliente genera per l'azienda lungo l'intera durata della relazione commerciale. HubSpot indica proprio queste metriche tra quelle più rilevanti per ecommerce e retail quando l'obiettivo passa dall'acquisizione alla fidelizzazione.

Un cliente conquistato con uno sconto e perso subito dopo vale quanto il suo primo ordine.

Un cliente che torna vale molto di più.

 

Le mode passano, lo stile resta (cit.)

Black Friday e Natale continueranno probabilmente a essere momenti di grande pressione promozionale.

Ma proprio perché tutti possono offrire uno sconto, lo sconto da solo difficilmente rappresenta un vantaggio competitivo.

La differenza si costruisce dietro le quinte, nella capacità di riconoscere clienti diversi e tutte le informazioni a loro correlate. Solo mettendo a frutto il patrimonio di dati raccolti durante i picchi di traffico e acquisizione clienti si può costruire un sistema di marketing contestuale; molto più di uno strumento per inviare le campagne di Natale.

Come HubSpot Platinum Partner, in Cepar aiutiamo le aziende a progettare CRM, segmentazioni, workflow e processi di marketing e customer service partendo dagli obiettivi di business e dai dati realmente disponibili.

Perché una buona strategia Black Friday può aumentare le vendite per qualche settimana. Un CRM costruito bene può aumentare il valore di quei clienti molto più a lungo.

Vuoi capire come prepararti a Black Friday, Natale (e soprattutto per tutto quello che viene dopo?) Parliamone.

 

FAQ - Black Friday e Natale con HubSpot

Come si prepara una campagna Black Friday con HubSpot?
La preparazione di una campagna Black Friday con HubSpot parte dalla segmentazione dinamica del database CRM per lifecycle stage, comportamento sul sito e storico acquisti, prosegue con la costruzione di workflow automatizzati per ciascun segmento e si completa con l'integrazione tra email marketing, customer care in Service Hub e tracciamento delle performance post-campagna.

Cos'è un segmento dinamico in HubSpot?
Un segmento dinamico in HubSpot è una lista di contatti che si aggiorna automaticamente in base a criteri comportamentali e proprietà CRM, di conseguenza include o esclude i contatti senza intervento manuale ogni volta che cambia il loro stato (per esempio quando un lead diventa cliente o quando un utente visita una specifica pagina prodotto).

Come si gestisce l'aumento del customer care durante il Black Friday?
La gestione del picco di customer care durante il Black Friday si affronta centralizzando conversazioni e ticket nel Service Hub di HubSpot, applicando routing automatico e shared inbox per distribuire le richieste tra gli operatori e attivando il Customer Agent AI per gestire autonomamente le richieste ripetitive, così da liberare il team umano sui casi complessi.