7 minuti di lettura

Come ottimizzare un sito per l’AI Overview di Google

28 gennaio 2026

Se oggi lavori sulla SEO e hai la sensazione che le regole del gioco stiano cambiando, non è solo una percezione.

Con l’introduzione degli AI Overviews di Google, la visibilità non dipende più soltanto dal posizionamento organico, ma dalla capacità di un sito di diventare una fonte selezionabile dall’intelligenza artificiale.

In altre parole: non basta più apparire tra i risultati. Bisogna essere utili, comprensibili e affidabili per l’AI che sintetizza le risposte.

In Cepar è qualcosa che vediamo ogni giorno analizzando siti B2B: pagine ben posizionate che smettono di ricevere clic, e altre meno visibili che diventano improvvisamente centrali perché citate nelle AI Overviews.

 

Cos’è la SEO (e perché oggi non basta più)

La SEO, Search Engine Optimization, è l’insieme di strategie e attività che servono a rendere un sito web comprensibile e rilevante per i motori di ricerca, con l’obiettivo di intercettare utenti nel momento in cui cercano informazioni, soluzioni o fornitori.

Tradizionalmente la SEO ha lavorato su keyword, struttura tecnica e link. Oggi questi elementi restano fondamentali, ma non sono più sufficienti da soli. Con l’arrivo degli AI Overviews, la SEO evolve: non deve solo far trovare i contenuti, ma renderli selezionabili, sintetizzabili e affidabili per l’intelligenza artificiale di Google.

 

Cos’è la GEO Optimization (e perché diventa centrale)

La GEO Optimization (Generative Engine Optimization) è l’evoluzione naturale della SEO nell’era delle risposte generate dall’AI. Se la SEO ottimizza i contenuti per essere trovati, la GEO li ottimizza per essere scelti e utilizzati dai sistemi generativi come Google AI Overviews.

In pratica, la GEO lavora su struttura semantica, chiarezza informativa, contesto e autorevolezza, affinché un contenuto possa essere interpretato, sintetizzato e citato dall’AI. È il livello che collega contenuti, dati e intenzioni dell’utente, ed è qui che oggi si gioca la vera differenza competitiva.

 

Takeaway principali 

  • Google AI Overviews seleziona contenuti chiari, strutturati e orientati alla risposta, non semplicemente pagine ottimizzate per keyword 
  • La SEO diventa una strategia di comprensione semantica, non solo di ranking 
  • Ottimizzare per le AI significa lavorare su contenuti, dati strutturati ed esperienza informativa

 

Come funzionano gli AI Overviews di Google 

Gli AI Overviews Google sono risposte generate dall’intelligenza artificiale che compaiono nella parte alta della SERP per query informative e complesse. Google analizza più fonti, ne estrae i concetti chiave e costruisce una risposta unica, spesso senza che l’utente debba cliccare.

Questo comporta un cambiamento profondo. La domanda non è più “in che posizione sono?”, ma “Google mi considera una fonte abbastanza chiara e autorevole da citare?”.

Dal punto di vista tecnico, google ai overviews come funziona può essere sintetizzato così:

  • interpretazione dell’intento della query 
  • selezione di contenuti semanticamente coerenti 
  • sintesi e riformulazione in linguaggio naturale 
  • eventuale citazione delle fonti considerate più affidabili 

Google ha inoltre attivato dalla fine del 2025 l’ AI Mode utilizzando Gemini 2.5, permettendo all’utente di dialogare con il motore di ricerca e ottenere le risposte che vuole.

 

AI Overviews Google: cosa cambia davvero per la SEO

La SEO tradizionale lavorava su segnali come keyword, link e struttura tecnica. Questi elementi restano fondamentali perché permettono a Google di scansionare, indicizzare e valutare un sito in modo corretto.

La strategia SEO per Google AI Overviews, però, aggiunge un livello ulteriore: la leggibilità cognitiva per l’AI. Non conta solo che una pagina sia rilevante per una keyword, ma che sia strutturata in modo tale da consentire all’intelligenza artificiale di comprendere rapidamente concetti, relazioni e priorità informative.

Un contenuto può essere ben scritto per un umano, ma poco utile per un modello che deve estrarre risposte chiare. Se le informazioni sono disperse, ambigue o mescolate tra loro, l’AI fatica a sintetizzarle. Al contrario, contenuti che esplicitano definizioni, cause ed effetti e risposte dirette hanno molte più probabilità di essere utilizzati all’interno delle AI Overviews.

Nelle analisi che conduciamo in Cepar, emergono sempre gli stessi pattern nei contenuti che finiscono negli AI Overviews:

  • frasi dichiarative e non ambigue 
  • paragrafi che rispondono a una sola domanda alla volta 
  • relazioni causa-effetto esplicite (poiché, quindi, di conseguenza) 
  • struttura gerarchica coerente (H2, H3, liste, definizioni)

 

Come ottimizzare i contenuti per Google AI Overviews 

Se gli AI Overviews rappresentano il nuovo livello della SERP, allora l’ottimizzazione dei contenuti diventa il vero punto di controllo. Non si tratta di riscrivere tutto da zero, ma di intervenire in modo mirato su come le informazioni sono organizzate, espresse e collegate tra loro. È qui che molti siti oggi perdono opportunità, pur avendo contenuti validi.

Ottimizzare per Google AI Overviews significa rendere ogni sezione del contenuto facilmente interpretabile dall’AI, senza sacrificare chiarezza, profondità e naturalezza per l’utente umano.

 

Scrivere per rispondere, non per riempire 

Il primo errore è continuare a scrivere articoli lunghi senza una vera funzione informativa, spesso pensati per “coprire” una keyword più che per aiutare davvero chi legge. Questo approccio funzionava quando l’obiettivo era aumentare il tempo sulla pagina; oggi, invece, diventa un limite, perché l’AI privilegia contenuti che risolvono un problema specifico in modo rapido e non ambiguo.

Di conseguenza, ogni paragrafo dovrebbe avere una responsabilità informativa chiara. Un buon test è semplice: se estrai quel blocco di testo dalla pagina, deve continuare ad avere senso da solo. Se non lo ha, significa che contiene troppo contesto implicito e poche informazioni realmente utilizzabili dall’AI.

Questo comporta una scelta più consapevole di cosa scrivere e cosa no. Servono definizioni esplicite, risposte dirette alle domande implicite dell’utente e esempi concreti e verificabili, perché sono questi elementi che permettono all’intelligenza artificiale di comprendere, sintetizzare e riutilizzare il contenuto all’interno delle AI Overviews.

 

Struttura semantica e dati leggibili dall’AI 

Gli AI Overviews non leggono come una persona e non interpretano il contenuto in modo sequenziale o narrativo. Analizzano invece struttura, gerarchia e segnali semantici per capire rapidamente quali parti della pagina rispondono a una specifica domanda e quali informazioni possono essere estratte, sintetizzate e riutilizzate.

Di conseguenza, quando un contenuto è poco strutturato o mescola concetti diversi nello stesso paragrafo, l’AI fatica a individuare ciò che è davvero rilevante. Questo riduce drasticamente la probabilità che quella pagina venga utilizzata nelle AI Overviews.

Per questo è fondamentale usare H2 e H3 descrittivi, perché aiutano l’AI a mappare gli argomenti; inserire liste ordinate e non ordinate, che rendono le informazioni immediatamente leggibili; separare concetti complessi in blocchi distinti, così da evitare ambiguità interpretative; e implementare dati strutturati come FAQ e HowTo, che forniscono a Google segnali espliciti su domande, risposte e processi. Quando questi elementi sono presenti, l’AI può comprendere più velocemente il contenuto e, di conseguenza, selezionarlo come fonte affidabile.

Ma attenzione agli aggiornamenti che avvengono nel tempo, su quali strutture sono più o meno utilizzate, come alcuni Structured Data eliminati dalla lettura di Google nel 2026.

 

Autorità tematica e coerenza 

Google non valuta una pagina isolata, ma il contesto complessivo del sito, perché l’intelligenza artificiale deve stimare quanto una fonte sia affidabile nel tempo e non solo rilevante per una singola query. Quando un sito pubblica contenuti frammentati o incoerenti, l’AI fatica a comprenderne il perimetro tematico e, di conseguenza, tende a non considerarlo una fonte stabile da cui attingere.

Per entrare in modo continuativo negli AI Overviews serve quindi un’autorità tematica riconoscibile e questo comporta che Google percepisca il sito come competente su un ambito specifico e capace di fornire risposte consistenti, senza contraddizioni o cambi di registro.

In pratica, ciò si traduce in cluster di contenuti coerenti che approfondiscono lo stesso tema da angolazioni diverse; un linguaggio di settore preciso e costante, che rafforza il contesto semantico; assenza di messaggi discordanti tra articoli simili, che altrimenti ridurrebbero la fiducia dell’AI; e una continuità editoriale nel tempo, perché la ripetizione e l’aggiornamento costante dei concetti aumentano la probabilità che il sito venga riconosciuto come fonte autorevole e, di conseguenza, selezionato nelle AI Overviews.

 

Strategia SEO per Google AI Overviews: l’approccio Cepar

In Cepar lavoriamo su un modello che integra SEO, GEO Optimization e AI readiness. Con AI readiness intendiamo il livello di preparazione complessiva di un sito – tecnica, contenutistica e strategica – nel dialogare in modo efficace con i sistemi di intelligenza artificiale che interpretano, sintetizzano e selezionano le informazioni.

Un sito AI-ready non è semplicemente ottimizzato, ma è costruito per essere compreso: ha contenuti semanticamente chiari, relazioni esplicite tra i concetti, dati strutturati coerenti e un perimetro tematico definito. Questo comporta che l’AI possa valutare rapidamente affidabilità, contesto e pertinenza, riducendo l’ambiguità e aumentando la probabilità di selezione nelle AI Overviews.

Per questo non ottimizziamo singole pagine, ma ecosistemi informativi. La strategia include audit dei contenuti esistenti per individuare criticità semantiche, riscrittura AI-friendly senza perdere tono umano, mappatura delle query da overview in base agli intenti reali degli utenti e test continui su snippet, FAQ e definizioni. È un processo iterativo: più il sistema diventa chiaro e coerente, più l’AI lo riconosce come fonte affidabile e lo utilizza nel tempo.

 

FAQ su Google AI Overviews 

Gli AI Overviews sostituiranno la SEO tradizionale? No, ma la trasformano. La SEO rimane la base, mentre l’ottimizzazione per le AI aggiunge un livello semantico e strategico. 

Essere citati negli AI Overviews porta traffico? A volte meno clic, ma maggiore autorevolezza. Nei progetti B2B spesso aumenta la qualità delle conversioni. 

Servono keyword specifiche per gli AI Overviews? Servono intenti chiari, non solo keyword. Le query lunghe e informative sono le più coinvolte.