Tra gennaio e febbraio 2026 l’AI Overview di Google ha aumentato la propria presenza nelle SERP europee, modificando in modo concreto il comportamento degli utenti e l’impatto della SEO tradizionale.
Non si tratta più di una sperimentazione isolata, ma di un’evoluzione strutturale della ricerca. Per le aziende B2B questo comporta un cambiamento strategico: non basta più posizionarsi, bisogna essere selezionati dall’intelligenza artificiale.
3 Takeaway chiave
- L’AI Overview compare su un numero crescente di query informative e comparative anche in ambito B2B.
- Le pagine citate hanno struttura semantica chiara, dati strutturati e segnali E-E-A-T evidenti.
- Il CTR organico su keyword informative generiche tende a diminuire: la competizione si sposta sulla citabilità AI.
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Gennaio–Febbraio 2026: espansione concreta dell’AI Overview in Europa
Dopo la fase di rollout graduale nel 2025 di Google, tra gennaio e febbraio 2026 l’AI Overview ha aumentato in modo evidente la propria presenza nelle SERP europee, Italia inclusa. Non parliamo più di attivazioni sporadiche su query molto specifiche, ma di una comparsa sistematica su ricerche informative e strategiche, anche in ambito business.
Le categorie maggiormente coinvolte sono marketing e digital strategy, software e tecnologia, consulenza aziendale, finanza e gestione d’impresa. In particolare, l’overview generativa si attiva con maggiore frequenza su ricerche come “come fare”, confronti tra soluzioni, domande di impostazione strategica o definizioni articolate.
Questo significa che la parte alta del funnel viene intercettata direttamente dall’intelligenza artificiale di Google. L’utente ottiene una sintesi immediata, strutturata, spesso già organizzata in punti chiave o mini paragrafi. In molti casi non sente nemmeno il bisogno di scorrere i risultati organici tradizionali. Di conseguenza, l’interazione con la SERP cambia e i volumi di clic si ridistribuiscono.
Calo del CTR informativo: cosa stiamo osservando nei dati
Tra fine gennaio e metà febbraio 2026 uno dei segnali più evidenti che abbiamo avuto in Cepar, è stata la variazione del CTR su alcune keyword informative. Non si tratta di crolli improvvisi, ma di micro cambiamenti progressivi che, sommati, modificano il rendimento complessivo del traffico organico.
In diversi progetti B2B monitorati abbiamo riscontrato un aumento delle impression accompagnato da una leggera riduzione dei clic e da una maggiore concentrazione del traffico su query più specifiche e verticali. In altre parole, la visibilità resta, ma la prima risposta viene assorbita dall’AI Overview.
L’utente che decide di cliccare lo fa con un’intenzione più avanzata. Ha già letto una sintesi, ha già compreso il quadro generale e cerca un approfondimento più concreto. Questo comporta un cambiamento di prospettiva: il traffico può diminuire su alcune keyword generiche, ma la qualità delle sessioni può migliorare se il contenuto è strutturato per intercettare la fase successiva della ricerca.
Chi viene citato dall’AI Overview e perché
L’analisi delle fonti citate nelle overview attive tra gennaio e febbraio mostra pattern abbastanza chiari. Le pagine selezionate presentano una struttura semantica ordinata, con H2 e H3 descrittivi, definizioni immediate nei primi paragrafi e sezioni FAQ coerenti con l’intento di ricerca.
Sono frequenti anche autore e data ben visibili, segnali di aggiornamento recente e una forte coerenza tematica del dominio. Vengono premiati siti verticali e specialistici, capaci di presidiare in modo continuativo un cluster preciso. Non è la quantità di contenuti a fare la differenza, ma la riconoscibilità algoritmica del dominio su un determinato argomento.
Per le aziende B2B questo è un punto cruciale. L’autorevolezza tematica diventa un fattore determinante. Se il brand è percepito come riferimento stabile su un tema specifico, aumenta la probabilità di essere citato nella risposta generativa.
SEO tradizionale o GEO Optimization?
La SEO tradizionale si concentra su ranking e traffico. Lavora per portare la pagina tra i primi risultati e generare clic. La GEO Optimization, invece, si focalizza sulla citabilità e sulla compatibilità con i sistemi generativi.
Con l’espansione dell’AI Overview la differenza diventa concreta. Un contenuto può essere ben posizionato, ma non essere strutturato in modo leggibile dall’intelligenza artificiale. In quel caso può apparire nei risultati organici ma non essere selezionato come fonte nella risposta generativa.
Quando l’overview occupa la parte alta della SERP, questa distinzione incide in modo diretto sulla visibilità reale del brand. Essere in prima pagina non equivale più automaticamente a essere visto.
Cosa dovrebbe fare ora un marketing manager B2B
Gennaio e febbraio 2026 hanno reso evidente che il cambiamento non è prospettico, è già in atto. Per marketing manager, CEO e imprenditori significa ripensare la strategia dei contenuti con un approccio più strutturato.
Le priorità operative includono un audit delle pagine informative che mostrano cali di CTR, la revisione della struttura H2 e H3 in ottica AI readable, l’inserimento di sezioni definitorie chiare e sintetiche e l’implementazione o aggiornamento dei dati strutturati. È inoltre fondamentale rafforzare i segnali E E A T, attraverso firme autorevoli, aggiornamenti frequenti e coerenza tematica.
Non si tratta di un semplice intervento tecnico. È una revisione strategica dell’architettura contenutistica. La visibilità organica non è più garantita solo dal posizionamento, ma dalla capacità del brand di essere riconosciuto come fonte affidabile dall’intelligenza artificiale.
Dati proprietari e CRM: il vantaggio competitivo nell’era dell’AI Overview
C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato quando si parla di AI Overview e search generativa: il ruolo dei dati proprietari. Se la parte alta del funnel viene progressivamente mediata dall’intelligenza artificiale, il vero vantaggio competitivo si sposta sulla capacità dell’azienda di interpretare e attivare i propri dati interni.
In uno scenario in cui alcune query informative generano meno clic diretti, diventa strategico comprendere cosa succede dopo la prima interazione. Quali contenuti generano lead? Quali cluster tematici portano opportunità reali in pipeline? Qual è il tempo medio di conversione delle visite provenienti da ricerche ad alta intenzione?
Qui entra in gioco un CRM evoluto come HubSpot. Integrare SEO e CRM significa collegare visibilità e fatturato, traffico e pipeline, keyword e opportunità commerciali. Non si tratta solo di misurare il numero di sessioni, ma di tracciare l’intero percorso dell’utente, dalla prima ricerca fino alla chiusura del deal.
Un approccio data driven permette di individuare:
- quali pagine citate o potenzialmente citabili dall’AI generano contatti qualificati
- quali contenuti informativi alimentano flussi di nurturing
- quali tematiche rafforzano l’autorevolezza e accelerano il ciclo di vendita
In pratica, mentre l’AI Overview cambia la dinamica della SERP, l’azienda può compensare eventuali cali di traffico generico con una maggiore capacità di valorizzare il traffico qualificato. Questo richiede integrazione tra Search Console, analytics e CRM, oltre a dashboard che mettano in relazione keyword, lead scoring e pipeline.
Per molte realtà B2B il vero salto di qualità non è solo ottimizzare per essere citati dall’AI, ma costruire un sistema in cui ogni visita venga misurata in termini di impatto commerciale. È qui che SEO, GEO Optimization e CRM smettono di essere silos separati e diventano un unico ecosistema strategico.
FAQ
L’AI Overview penalizza tutte le aziende?
Non penalizza in modo indiscriminato. Riduce la visibilità dei contenuti generici o poco strutturati, ma può aumentare quella dei siti verticali e autorevoli che vengono citati come fonti nella risposta generativa.
Il traffico organico è destinato a diminuire?
Non in modo uniforme. Alcune keyword informative generiche possono perdere clic, mentre le ricerche più specifiche e con maggiore intenzione decisionale possono generare traffico più qualificato.
È un fenomeno temporaneo o strutturale?
I segnali osservati nei primi mesi del 2026 indicano un’evoluzione strutturale della ricerca. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella SERP non è un test isolato, ma una direzione strategica.






