La ricerca sta cambiando e, insieme a lei, deve cambiare anche il modo in cui costruiamo e misuriamo la visibilità di un brand.
Essere presenti nelle SERP continua a essere fondamentale, ma oggi il percorso che porta una persona a scoprire un'azienda, informarsi e valutare le alternative è molto più distribuito. Quasi frammentato.
Google convive con AI Overview, ChatGPT e altri motori conversazionali, dove l'utente può ottenere direttamente una risposta, approfondire un argomento o costruire una prima opinione su un brand senza seguire il percorso di ricerca a cui eravamo abituati.
È in questo scenario che Unopiù rinnova la collaborazione con Cepar, dando continuità a un percorso sviluppato negli anni per sostenere la crescita organica del brand e ampliandone progressivamente il perimetro.
Accanto al presidio SEO entrano infatti in modo sempre più strutturato GEO, analisi dei dati e monitoraggio della visibilità negli ambienti AI, all'interno di una strategia che fa dialogare performance organiche, contenuti, architettura del sito e nuovi comportamenti di ricerca.
Per noi significa lavorare su una domanda molto concreta: come si costruisce oggi la visibilità organica quando la ricerca avviene contemporaneamente dentro e fuori dalla SERP?
Key Takeaways
- Unopiù rinnova la collaborazione con Cepar ampliando il progetto dalla SEO alla Search & AI Visibility.
- SEO e GEO vengono gestite all'interno di un'unica strategia basata su dati, contenuti, intenti di ricerca e autorevolezza.
- Il progetto utilizza un framework proprietario Cepar che integra dati Search e strumenti di monitoraggio delle citazioni nei motori AI.
- Ranking, traffico e CTR restano centrali, ma vengono affiancati da nuovi indicatori utili a capire come il brand viene riconosciuto negli ambienti generativi.
Per Unopiù la crescita organica significa presidiare percorsi di ricerca sempre più distribuiti
Unopiù opera nel segmento dell'arredo outdoor di alta gamma, un mercato in cui il percorso di ricerca può iniziare molto prima della scelta di un prodotto.
Chi sta progettando uno spazio outdoor può partire dalla ricerca di un materiale, da un dubbio sulla manutenzione, da un'esigenza progettuale oppure semplicemente dalla ricerca di ispirazione.
A questo si aggiungono una forte componente stagionale e una presenza internazionale, che rendono ancora più importante intercettare correttamente esigenze, mercati e intenzioni differenti.
Il lavoro sulla visibilità non può quindi limitarsi alle query direttamente associate al brand.
Uno degli obiettivi del progetto è rafforzare la presenza di Unopiù anche sulle ricerche non-brand e sui cluster informativi ad alto potenziale, costruendo contenuti capaci di intercettare le persone nelle diverse fasi di ispirazione, approfondimento, valutazione e scelta.
Significa passare dalla logica “per quali keyword siamo posizionati?” a una prospettiva più ampia: “su quali bisogni e argomenti vogliamo essere riconosciuti come una fonte autorevole?”
Una domanda che diventa ancora più importante quando la ricerca passa attraverso un motore generativo.
SEO e GEO lavorano insieme perché Google e motori AI fanno parte dello stesso ecosistema di ricerca
L'arrivo dell'intelligenza artificiale generativa non rende meno importante la SEO. Ne amplia il perimetro.
Nel progetto Unopiù continuiamo quindi a lavorare su elementi molto concreti della performance organica: ottimizzazione tecnica, analisi del CTR, snippet recovery, gestione delle cannibalizzazioni tra URL, corrispondenza tra intento di ricerca e landing page, architettura dei mercati internazionali e rafforzamento dei cluster di contenuto.
A questo lavoro si affianca però una nuova dimensione.
I contenuti devono rispondere con precisione alle domande delle persone, ma devono anche aiutare i sistemi generativi a comprendere chi è il brand, quali competenze possiede e su quali argomenti può rappresentare una fonte rilevante.
Nel concreto, questo significa sviluppare e consolidare contenuti verticali legati a temi realmente utili nel percorso di scelta: materiali, manutenzione, progettazione degli spazi, sistemi di ancoraggio, permessi, Made in Italy e più in generale competenze legate al vivere outdoor.
La GEO entra quindi nel progetto non come attività separata dalla SEO, ma come un'estensione della stessa strategia.
Perché, indipendentemente dal luogo in cui avviene la ricerca, il punto di partenza rimane lo stesso: comprendere l'intento dell'utente e costruire la migliore risposta possibile.
La Search & AI Visibility richiede nuove metriche oltre a ranking, traffico e clic
Se cambiano i luoghi in cui le persone cercano informazioni, deve cambiare anche il modo in cui osserviamo la performance.
Ranking, impression, clic e CTR continuano a essere KPI fondamentali. Ma raccontano soprattutto ciò che avviene nella Search tradizionale.
Oggi dobbiamo iniziare a porci anche altre domande.
Unopiù compare quando una persona interroga un motore generativo su un tema rilevante per il suo business? Per quali argomenti viene riconosciuto? Con quale frequenza emerge rispetto ai competitor? Quali fonti vengono utilizzate per costruire le risposte?
Per rispondere a queste domande utilizziamo nel progetto un framework proprietario di analisi e prioritizzazione che mette in relazione dati provenienti da Google Search Console, SISTRIX, Bing Webmaster Tools, SEO data.app e strumenti dedicati al monitoraggio delle citazioni AI.
L'obiettivo è costruire una lettura più completa della visibilità del brand lungo un percorso di ricerca che oggi può iniziare su Google, continuare su ChatGPT e svilupparsi attraverso touchpoint differenti prima di arrivare al sito.
I dati diventano realmente utili quando aiutano a decidere dove intervenire
Avere più metriche, però, non significa necessariamente comprendere meglio ciò che sta accadendo, anzi. L'aumento dei dati disponibili rischia di produrre l'effetto opposto: moltiplicare gli indicatori senza riuscire a stabilire quali abbiano realmente un impatto sul business.
Per questo il framework che utilizziamo con Unopiù non nasce soltanto come strumento di monitoraggio.
L'analisi serve soprattutto a individuare e prioritizzare le opportunità, mettendo in relazione performance organiche, query, contenuti, criticità tecniche e presenza negli ambienti generativi.
Una query può evidenziare una mancata corrispondenza tra intento e landing page. Un cluster può mostrare uno spazio editoriale ancora poco presidiato. Una cannibalizzazione può indicare che il motore fatica a identificare la risorsa principale su un determinato tema. Una mancata citazione nei motori AI può portarci a verificare quanto un argomento sia realmente coperto e quanto il brand venga riconosciuto come autorevole su quel territorio.
È in questo passaggio che il dato acquista valore: quando smette di descrivere semplicemente ciò che è successo e diventa uno strumento per decidere cosa fare dopo.
Il rinnovo con Unopiù apre una nuova fase del progetto
Il rinnovo della collaborazione dà quindi continuità a un lavoro costruito negli anni, ma ne amplia la prospettiva.
Il piano proseguirà con un approccio orientato alla crescita organica di medio periodo, mantenendo insieme SEO, GEO, contenuti, analisi tecnica, dati e monitoraggio dell'AI Visibility.
Per noi è un'evoluzione particolarmente significativa perché rappresenta bene anche il modo in cui stiamo ripensando il lavoro sulla Search a un livello più ampio.
Non crediamo che l'arrivo dell'AI richieda di sostituire la SEO con una nuova sigla. E nemmeno che ogni cambiamento introdotto dai motori generativi debba automaticamente diventare una nuova attività da aggiungere alla strategia.
La Search non coincide più con un'unica pagina dei risultati.
SERP tradizionali, AI Overview e motori conversazionali possono intervenire in momenti differenti dello stesso processo di scoperta, approfondimento e valutazione: questo richiede di costruire una presenza capace di funzionare attraverso ambienti diversi.
Come ha sottolineato il nostro CEO Andrea Poretti, presentando il rinnovo della collaborazione, l'evoluzione della ricerca sta modificando anche i criteri con cui valutiamo la visibilità: accanto al posizionamento diventa importante comprendere se un brand viene riconosciuto dai sistemi AI come una fonte affidabile e rilevante.
Per Unopiù significa continuare a rafforzare autorevolezza e riconoscibilità nel proprio mercato anche mentre cambiano i luoghi in cui le persone cercano informazioni.
Per noi significa continuare a fare quello che una strategia Search dovrebbe fare da sempre: capire dove si sposta l'attenzione degli utenti e costruire le condizioni perché il brand possa essere trovato, compreso e riconosciuto proprio lì.
Scopri di più nel comunicato stampa: https://www.engage.it/agenzie/geo-e-ai-visibility-uopiu-rinnova-la-collaborazione-con-cepar--.aspx
FAQ
Cosa comprende il progetto SEO e GEO di Unopiù e Cepar?
Il progetto integra ottimizzazione tecnica SEO, analisi delle performance organiche, miglioramento del CTR, sviluppo dei contenuti, presidio internazionale e monitoraggio della presenza e delle citazioni del brand nei motori AI.
Qual è la differenza tra SEO e GEO?
La SEO lavora sulla visibilità nei motori di ricerca tradizionali, mentre la GEO estende il lavoro agli ambienti generativi, con l'obiettivo di aumentare la probabilità che contenuti e brand vengano compresi e utilizzati nelle risposte AI. Le due discipline condividono però molte fondamenta: qualità dei contenuti, autorevolezza, struttura delle informazioni e capacità di rispondere agli intenti di ricerca.
La GEO sostituisce la SEO?
No. Nel nostro approccio GEO e SEO fanno parte della stessa strategia di Search Visibility. Le SERP tradizionali continuano a rappresentare un touchpoint fondamentale, mentre AI Overview e motori conversazionali ampliano i luoghi in cui un brand può essere scoperto e valutato.
Come si misura la visibilità di un brand nei motori AI?
Accanto ai KPI SEO tradizionali è possibile monitorare elementi come presenza nelle risposte generative, frequenza delle citazioni, temi sui quali il brand emerge e confronto con i competitor. Nel progetto Unopiù questi segnali vengono messi in relazione con i dati Search attraverso un framework proprietario Cepar.
Perché le query non-brand sono importanti per Unopiù?
Perché consentono di intercettare utenti che hanno già un bisogno o un interesse legato all'outdoor, ma non stanno ancora cercando direttamente Unopiù. Essere presenti in questa fase permette al brand di entrare prima nel percorso di scoperta e valutazione.
Come cambia una strategia Search con l'arrivo dell'intelligenza artificiale?
Cambia soprattutto il perimetro da osservare. Ranking e traffico rimangono importanti, ma devono essere affiancati dalla capacità di comprendere come il brand viene rappresentato e riconosciuto anche negli ambienti generativi. L'obiettivo non è ottimizzare separatamente per ogni piattaforma, ma costruire autorevolezza e rilevanza lungo l'intero ecosistema di ricerca.






