Lo scorso 27 aprile la nostra agenzia ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022: un traguardo che ci riempie di orgoglio e che arriva come conseguenza naturale di un percorso iniziato tempo fa, fatto di scelte quotidiane e non sempre facili.
Un riconoscimento che assume un valore ancora più forte se si considera che, in Italia, la parità di genere sul lavoro è ancora lontana dall’essere una realtà diffusa. A parità di ruolo, le donne guadagnano in media il 10% in meno degli uomini e meno del 20% delle posizioni dirigenziali è ricoperto da figure femminili. La maternità continua a rappresentare un fattore di esclusione, e i servizi a supporto della genitorialità sono spesso insufficienti.
Un contesto ancora lontano da una piena equità di genere
Prima di raccontare il nostro percorso, vale la pena inquadrare il contesto in cui operiamo. In Italia, ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022 non è solo una medaglia da esibire: significa aderire a uno standard riconosciuto a livello nazionale, sottoponendosi a una valutazione indipendente che misura, attraverso dati e indicatori, l’efficacia delle politiche aziendali per l’inclusione, l’equità e la valorizzazione delle diversità.
Ma facciamo un passo indietro. Cos’è concretamente la UNI/PdR 125:2022 e cosa misura?
UNI/PdR 125:2022: cos’è e cosa misura
La PdR 125 è una prassi di riferimento nazionale che introduce un sistema strutturato di KPI per misurare il livello di parità di genere all’interno di un’azienda. A differenza di molte iniziative basate su principi generali, questo standard si fonda su un approccio data-driven: ogni organizzazione deve dimostrare, attraverso dati verificabili, l’efficacia delle proprie politiche e delle azioni intraprese.
Gli ambiti di valutazione coprono sei aree chiave:
- cultura e strategia aziendale
- governance
- processi HR
- opportunità di crescita e inclusione
- equità retributiva
- tutela della genitorialità
L’obiettivo è duplice: ridurre il gender gap e promuovere un miglioramento continuo nel tempo. Non una fotografia, ma un sistema di evoluzione strutturata.
Perché abbiamo scelto di ottenerla
La certificazione PdR 125 non è un riconoscimento formale da esibire. È un percorso che richiede metodo, consapevolezza e capacità di mettere in discussione i propri modelli organizzativi. Abbiamo deciso di intraprenderlo per dare struttura a pratiche che riteniamo fondamentali e per dotarci di strumenti in grado di renderle misurabili e migliorabili nel tempo.
Questo percorso ci ha permesso di:
- rendere più chiari e trasparenti i processi interni
- introdurre metriche su aspetti prima non formalizzati
- strutturare le politiche di crescita e inclusione in modo più solido
Il risultato più significativo: trasformare un tema culturale in un sistema operativo. Come sottolinea il nostro CEO, Andrea Poretti: “La certificazione PdR 125 rappresenta per noi un passaggio naturale: trasformare valori condivisi in processi strutturati e misurabili. È questo il modo in cui un’organizzazione cresce in modo coerente e sostenibile.”
Cosa cambia davvero per un’azienda
Uno degli aspetti più rilevanti della PdR 125 è il suo impatto trasversale. Non riguarda esclusivamente le risorse umane, ma coinvolge l’intera organizzazione: il modo in cui si prendono decisioni, si gestiscono i percorsi di carriera e si costruisce la cultura interna.
In concreto, la certificazione introduce un cambio di prospettiva:
- da iniziative isolate a modelli strutturati
- da percezioni a misurazioni oggettive
- da dichiarazioni a responsabilità operative
Il risultato è una maggiore coerenza tra strategia, processi e comportamenti. Un vantaggio che si misura, non si racconta.
Il ruolo dei dati
Un elemento centrale della certificazione PdR 125 è la misurabilità. Senza dati non è possibile valutare lo stato attuale, dimostrare i risultati o migliorare in modo strutturato. Per questo diventa fondamentale dotarsi di strumenti e processi in grado di raccogliere, organizzare e interpretare le informazioni in modo coerente.
Questo approccio è allineato con una visione più ampia di digital strategy: il dato non è solo un asset tecnologico, è una leva di governance. Viviamo di KPI, anche quando si parla di cultura organizzativa.
Un percorso che continua
Ottenere la certificazione il 27 aprile 2025 rappresenta un passaggio importante, non conclusivo. La PdR 125 prevede verifiche periodiche e richiede un aggiornamento costante delle pratiche aziendali: questo garantisce che l’impegno non rimanga statico, ma evolva nel tempo. È proprio questo aspetto a renderla uno strumento realmente utile, non una fotografia.
Una scelta strategica, non solo culturale
Integrare la parità di genere nei processi aziendali significa rafforzare la qualità delle decisioni, migliorare l’organizzazione interna e costruire un ambiente più sostenibile nel lungo periodo. In questo senso, la certificazione PdR 125 si inserisce pienamente in una visione strategica più ampia: quella di aziende che non si limitano ad adottare strumenti o tecnologie, ma progettano modelli organizzativi evoluti, coerenti e misurabili. È in questa direzione che si costruisce un vantaggio competitivo reale.
Domande frequenti sulla certificazione PdR 125
Cos’è la certificazione UNI/PdR 125:2022?
La UNI/PdR 125:2022 è una prassi di riferimento nazionale che definisce indicatori e KPI per misurare il livello di parità di genere in un’organizzazione. Si ottiene dopo un audit condotto da un ente terzo accreditato e riguarda sei aree: cultura, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità retributiva e tutela della genitorialità.
Perché CEPAR ha scelto di ottenere la certificazione PdR 125?
Perché crediamo che la parità di genere non debba restare una dichiarazione d’intenti, ma tradursi in processi misurabili e governabili. La certificazione ci ha permesso di strutturare pratiche già esistenti, introdurre metriche formali e rafforzare la coerenza tra strategia e comportamenti organizzativi.
Cosa misura concretamente la PdR 125?
Misura l’efficacia delle politiche aziendali su sei aree chiave, attraverso KPI verificabili: dalla presenza femminile nei ruoli apicali alla trasparenza retributiva, fino alle misure di supporto alla genitorialità e alla flessibilità lavorativa.
La certificazione PdR 125 ha un impatto sul business?
Sì. Un’organizzazione che struttura la parità di genere come sistema di gestione migliora la qualità delle decisioni, riduce i rischi legati alla governance e costruisce un ambiente più attrattivo per i talenti. È una scelta che genera vantaggio competitivo misurabile, non solo reputazionale.
Con quale frequenza la certificazione va rinnovata?
La PdR 125 prevede verifiche periodiche da parte di un ente accreditato. Questo garantisce che il percorso non si esaurisca con il primo riconoscimento, ma continui a evolversi attraverso un sistema di miglioramento continuo.
Crescere, insieme.
Hai domande sul nostro approccio o vuoi capire come strutturare un percorso simile nella tua organizzazione? Parliamo dei tuoi obiettivi.






